Per start–up coraggiose, arrivano i business center

Paola Caracciolo, Nemanti, business center, co-working, liberi professionisti, start up, 14° Rapporto Censis-Ucsi
Le aziende investono nel ‘lasciare liberi’ i dipendenti di organizzarsi dove e quando vogliono.

Le aziende investono nel ‘lasciare liberi’ i dipendenti di organizzarsi dove e quando vogliono; i business center si moltiplicano, ancora più facilmente i co-working. Ma c’è chi ancora ha il coraggio di inseguire il suo sogno e di diventare un libero professionista o di aprire la propria azienda?

Sembra che le nuovi generazioni vogliano ancora il posto fisso, anche se sono abituate a contratti che vengono rinnovati di continuo e alle poche certezze.  Il  14° Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, presentato di recente afferma che nell’immaginario collettivo in Italia si trova ancora il lavoro sicuro: un’aspirazione e un sogno per quasi il 40% delle persone.

Esistono però racconti che vanno controcorrente, di chi ha inseguito un sogno e l’ha raggiunto. Per citarne una, la storia di Paola Caracciolo, founder di Nemanti: vegana, non trovando in commercio scarpe eleganti e cruelty free, ha lasciato il suo lavoro e ha fondato una società che oggi sta conquistando i mercati internazionali. Determinazione, passione, impegno e sacrificio sono le carte vincenti per trasformare i sogni, e le potenzialità, in imprese.

Un aiuto arriva anche da realtà come i business center che permettono alle start up di godere di vantaggi, economici e, anche, organizzativi. Avere un ufficio in questi contesti permette di risparmiare sul costo di un ufficio fisso e delle relative bollette; inoltre è possibile contare su professionale qualificato e competente che segue la quotidianità e permette di concentrarsi solo sul lavoro. 

Un modo efficiente ed efficacia per far partire la propria attività!

In foto, le scarpe Nemanti

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