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Workspace Access, la rivoluzione del lavoro in un business sempre più smart

Gli uffici virtuali o gli uffici a giornata o le residence, spazi lavoro affittati per periodi più lunghi, conquistano tutte le città, non più solo le metropoli, e diffondono un’idea nuova e vincente del business del futuro. Nel frattempo anche le grandi aziende e le multinazionali decidono di ristrutturarsi per rispondere a una tendenza che vede il lavoro diventare sempre più mobile.

Un esempio è il colosso Microsoft Italia che già tempo fa decise di ‘smantellare’ oltre 800 scrivanie e liberare i dipendenti dalla rigidità degli orari, fornendo loro tablet e smartphone per permettere di lavorare quando volessero e da dove volessero. Una rivoluzione che negli uffici olandesi era iniziata molto tempo prima e aveva portato a un aumento delle vendite del 50%. Più liberi, più felici, più produttivi.

Questo sembra il motto da seguire. Tecnologia più smart e dipendenti sempre connessi, a prescindere da dove sono. Microsoft è stato un esempio: là dove prima si parlava di presenza, oggi la parola giusta è presence, che significa essere on line.

Intanto, anche il classico lavoro da ufficio si rivoluziona. L’eFM, società di ingegneria gestionale (leader in Italia nello space management) punta a eliminare la scrivania. Via le workstation possess in favore del workspace access. Non solo tecnologia smart e la possibilità di lavorare da qualsiasi posto, ma anche costruire spazi dove poter accogliere figli e amici, progettare il benessere pisoc-fisico dei dipendenti e fornire luoghi che favoriscano le relazioni tra colleghi, quindi ambienti confortevoli, belli e flessibili.

“Passare dal classico schema di “workstation possess”, ovvero possiedo la mia scrivania e nessuno la può occupare a quello di “workspace access”: supero il concetto di postazione assegnata con il beneficio di poter accedere a una maggiore scelta di spazi (aree di collaborazione, condivisione, concentrazione, socializzazione, relax), assortimento che posso usare liberamente in base alle attività e allo stato d’animo del giorno” puntualizza Daniele Di Fausto, ceo di eFM. A 29 anni Di Fausto è diventato il più giovane amministratore delegato del settore immobiliare.

Siamo pronti alla rivoluzione del mondo del lavoro? 

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